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Movistar Team torna al Trofeo Matteotti

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Il prestigioso Movistar Team sarà tra i protagonisti della 78ª edizione del Trofeo Matteotti, confermando la propria presenza nella storica classica abruzzese in programma a Pescara il prossimo 13 settembre 2026.

Dopo essere stato tra i grandi protagonisti della stagione internazionale, collezionando risultati di prestigio nelle più importanti competizioni del calendario mondiale, il team spagnolo sceglie ancora una volta il Trofeo Matteotti, a testimonianza del valore tecnico e della crescente considerazione che la corsa pescarese continua a riscuotere nel panorama ciclistico internazionale.

La presenza del Movistar Team rappresenta un ulteriore tassello di prestigio per un’edizione che si preannuncia di altissimo livello. Una formazione ricca di qualità, esperienza e giovani talenti, pronta a contendersi il successo sulle strade di Pescara in una gara da sempre capace di regalare spettacolo e grandi emozioni.

Per gli appassionati sarà l’occasione di ammirare da vicino una delle squadre più prestigiose del ciclismo mondiale, protagonista da anni nelle principali competizioni internazionali e pronta a misurarsi ancora una volta con il percorso tecnico e selettivo del Trofeo Matteotti.

 

MTK Trasporti rinnova la partnership con il Trofeo Matteotti

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Il Trofeo Matteotti è lieto di annunciare il rinnovo della partnership con MTK Trasporti – Catena Autotrasporti, azienda che da oltre settant’anni rappresenta un punto di riferimento nel settore del trasporto merci, distinguendosi per professionalità, affidabilità e puntualità.

Una storia che affonda le proprie radici nel 1954, quando Dante Catena acquistò il primo camion, dando vita a un percorso imprenditoriale che oggi, giunto alla terza generazione, continua a crescere mantenendo intatti i valori che hanno reso l’azienda un’eccellenza del territorio.

Il rinnovo della collaborazione conferma il forte legame tra MTK Trasporti e il Trofeo Matteotti, una delle competizioni ciclistiche più prestigiose del panorama nazionale e simbolo della tradizione sportiva abruzzese.

«Siamo orgogliosi di poter contare ancora sul sostegno di MTK Trasporti – sottolinea il presidente Stefano Guliani –. Avere al nostro fianco un’azienda storica, profondamente legata al territorio e capace di coniugare esperienza, innovazione e serietà, rappresenta un valore aggiunto per la crescita della nostra manifestazione.»

La presenza di MTK Trasporti tra i partner del Trofeo Matteotti testimonia come il mondo dell’impresa possa contribuire concretamente alla valorizzazione dello sport e del territorio, sostenendo un evento che da decenni porta il nome dell’Abruzzo sulle strade del grande ciclismo.

Il Comitato Organizzatore ringrazia la famiglia Catena per la fiducia rinnovata e per aver scelto ancora una volta di condividere il percorso del Trofeo Matteotti, contribuendo al successo di una manifestazione che continua a scrivere pagine importanti della storia del ciclismo italiano.

De Sanctis Linda è Official Partner del 78° Trofeo Matteotti

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Il Trofeo Matteotti è lieto di annunciare la partnership con De Sanctis Linda, azienda di riferimento nella vendita di materiali edili per l’edilizia civile e industriale, che affiancherà la storica classica abruzzese in occasione della sua 78ª edizione.

Da quasi ottant’anni il Trofeo Matteotti rappresenta molto più di una competizione ciclistica: è una manifestazione che racconta la passione, il coraggio e la tradizione del grande ciclismo italiano, valorizzando il territorio abruzzese e promuovendo i valori più autentici dello sport.

La collaborazione con De Sanctis Linda nasce dalla condivisione di principi comuni: l’impegno quotidiano, la solidità, il rispetto delle persone e la volontà di contribuire alla crescita del territorio. Da anni l’azienda è un punto di riferimento per professionisti e imprese del settore delle costruzioni, distinguendosi per qualità, affidabilità e attenzione al cliente.

Sostenere il Trofeo Matteotti significa investire in una manifestazione che rappresenta un patrimonio sportivo e culturale dell’Abruzzo, capace di richiamare atleti, appassionati e pubblico da tutta Italia.

«Costruire significa anche credere nello sport, nel territorio e nelle persone»: una filosofia che De Sanctis Linda condivide pienamente e che rende questa partnership un esempio concreto di collaborazione tra il mondo dell’impresa e quello dello sport.

Il Comitato Organizzatore del Trofeo Matteotti ringrazia De Sanctis Linda per la fiducia e il sostegno, dando il benvenuto tra i partner della 78ª edizione della corsa.

XDS Astana Team al via del Trofeo Matteotti

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Il prossimo Trofeo Matteotti si arricchisce di un’altra presenza di prestigio internazionale: al via della storica classica abruzzese ci sarà infatti la XDS Astana Team, formazione World Tour attualmente impegnata nel Giro d’Italia.

La squadra kazaka arriva in Abruzzo forte di una stagione intensa e ricca di ambizioni, confermandosi una delle realtà più competitive del panorama internazionale. Grande attenzione anche attorno a Davide Ballerini, protagonista al Giro con una brillante vittoria di tappa che ha riportato il suo nome sotto i riflettori del grande ciclismo.

La partecipazione della XDS Astana Team rappresenta un ulteriore salto di qualità per il Trofeo Matteotti, da sempre capace di attirare campioni e squadre di altissimo livello. Il pubblico di Pescara potrà così ammirare da vicino atleti abituati ai grandi palcoscenici del ciclismo mondiale, pronti a contendersi una delle corse più prestigiose del calendario italiano.

Tecnica, esperienza e spettacolo: ingredienti che rendono la presenza del team World Tour uno dei motivi di maggiore interesse dell’edizione ormai alle porte. Le strade abruzzesi si preparano dunque ad accogliere una squadra pronta a recitare un ruolo da protagonista.

Potenza e l’Abruzzo: tre vittorie, una storia, un sogno che ritorna

C’è una linea sottile, quasi invisibile, che unisce passato e presente sulle strade del Giro d’Italia. A volte riemerge con una forza sorprendente, come accade quest’anno con la tappa Praia a Mare–Potenza: un tracciato che non è solo geografia, ma memoria viva del ciclismo abruzzese.

Bisogna tornare al 23 maggio 1989 per coglierne fino in fondo il significato. Quel giorno, nella lunghissima Cosenza–Potenza – 275 chilometri ribattezzati “la maratona” – a imporsi fu Stefano Giuliani, oggi presidente del Trofeo Matteotti e allora protagonista di una delle pagine più belle di quel Giro. Una vittoria che non fu solo personale, ma parte di una storia più ampia, profondamente legata all’Abruzzo.

Perché Potenza, per i corridori abruzzesi, non è mai stata una città qualsiasi. È un traguardo simbolico, un punto d’incontro tra generazioni. Prima di Giuliani, infatti, erano stati Vito Taccone nel 1961 Palmiro Masciarelli nel 1981 a lasciare il segno sulle strade lucane. Tre epoche diverse, tre modi di interpretare il ciclismo, ma un unico filo conduttore: la capacità dell’Abruzzo di esprimere talento, carattere e resistenza.

È una “tripletta” che racconta più di quanto dicano i numeri. Racconta una terra che ha sempre avuto un rapporto speciale con la fatica e con la bicicletta. Racconta corridori capaci di emergere in contesti durissimi, su percorsi che mettono alla prova non solo le gambe, ma anche la testa.

Oggi, mentre il Giro torna a sfiorare quei luoghi e quelle suggestioni, è inevitabile che il pensiero corra al presente. Tra i protagonisti attuali, un nome su tutti accende l’immaginazione: Giulio Ciccone. Anche lui abruzzese, anche lui capace di imprese spettacolari, soprattutto quando la strada si impenna e la corsa si accende.

Chissà che proprio nel 2026 non possa essere lui a raccogliere quel testimone ideale. Sarebbe molto più di una coincidenza: sarebbe la continuazione naturale di una storia che, da oltre sessant’anni, lega l’Abruzzo a Potenza.

E allora quella tappa non sarà solo un giorno di gara. Sarà un ritorno, un ricordo che si rinnova, e forse – perché no – l’inizio di un nuovo capitolo.

Stefano Giuliani ambasciatore dell’Abruzzo al Cycling Forum di Torino

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È stata un’esperienza di grande prestigio e valore quella vissuta dal presidente Stefano Giuliani, invitato a prendere parte al Cycling Forum organizzato a Torino in occasione della storica Milano-Torino, giunta alla sua 107ª edizione.

Parterre Cycling Forum di Torino 

Un’edizione particolarmente significativa, capace di celebrare i 150 anni della corsa ciclistica più antica del mondo. La classica, partita da Rho, ha attraversato le suggestive risaie lombardo-piemontesi per concludersi, dopo 174 km, con l’emozionante arrivo in salita alla Basilica di Superga, dove a trionfare è stato Tom Pidcock.

All’interno della “Città della Mole”, il Cycling Forum promosso da RCS Sport ha rappresentato un momento di confronto di altissimo livello per tutto il movimento ciclistico italiano. Tra i temi affrontati: il ruolo strategico della televisione nella valorizzazione degli eventi, la legacy territoriale, l’innovazione tecnologica dei materiali, le sponsorizzazioni e la sicurezza.

Moderato da Cristina Fantoni, il Forum ha visto la partecipazione di importanti esponenti del ciclismo nazionale, tra cui Rossella Di Leo, Bruno Reverberi, Alessandro Rolandi, Luca Roveda, Luca Di Sandro, Gabriele Varignani e Mario Minervino. Tra questi, spiccava la presenza del presidente della U.C. Fernando Perna, Stefano Giuliani, sempre più punto di riferimento nel panorama organizzativo nazionale.

Di grande rilievo anche gli interventi istituzionali, con il saluto di Enzo Ghigo, Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, e l’introduzione di Roberto Pella, Presidente della Lega Ciclismo Professionistico. Dal palco sono intervenuti inoltre Paolo Bellino, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RCS Sports & Events, Ada Ferri del Politecnico di Torino, e Renzo Oldani, Presidente della Società Ciclistica Alfredo Binda.

Significative le parole del presidente Roberto Pella: “Qui a Torino abbiamo avuto la dimostrazione concreta di quanto il ciclismo sappia fare sistema. Il forum ha riunito molti degli attori principali del nostro movimento: un momento di confronto importante che ha mostrato come, quando il ciclismo si presenta unito, sia in grado di affrontare con maggiore forza le sfide del futuro, in una realtà sportiva e mediatica sempre più competitiva. L’obiettivo è valorizzare i territori attraverso una strategia condivisa di promozione sportiva e turistica”.

presidente Stefano Giuliani

In questo contesto di alto profilo, la presenza di Stefano Giuliani assume un valore strategico non solo per il prestigio del Trofeo Matteotti, ma anche per la promozione dell’intero territorio abruzzese. La partecipazione a tavoli di confronto nazionali rafforza infatti il posizionamento della storica classica pescarese all’interno del panorama ciclistico italiano, contribuendo a costruire sinergie, visibilità e nuove opportunità di sviluppo.

Un impegno concreto che testimonia la volontà di fare rete e di guardare al futuro del ciclismo con visione, competenza e passione, portando il nome dell’Abruzzo e del Trofeo Matteotti sempre più al centro del movimento nazionale.

Il cordoglio del Trofeo Matteotti per la scomparsa di Peppino Scurti

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Il Presidente Stefano Giuliani e tutto lo staff del Trofeo Matteotti esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Giuseppe “Peppino” Scurti, il “gigante buono” del ciclismo.

Figura storica e amatissima, Scurti è stato prima corridore di grande valore e poi, per decenni, punto di riferimento umano e sportivo per intere generazioni di ciclisti, legando il suo nome in maniera indissolubile anche all’organizzazione del Trofeo Matteotti.

Nato a Pescara il 9 agosto 1945, cresciuto ciclisticamente con la società Pedale D’Annunziano, si mise in luce sin da giovane conquistando ben 92 vittorie tra i dilettanti, prima che un grave incidente interrompesse una carriera che si annunciava di altissimo livello.

Da quel momento, con straordinaria passione e generosità, ha continuato a vivere il ciclismo da protagonista, dedicandosi alla crescita dei giovani e contribuendo per oltre quarant’anni alla vita del Trofeo Matteotti, lasciando un segno indelebile nel movimento ciclistico abruzzese.

Alla famiglia — la moglie Graziella, la figlia Anita, la nipote Natalia — ai parenti e agli amici tutti, giunga l’abbraccio sincero del Trofeo Matteotti.

Ma il pensiero più grande va al mondo del ciclismo, che oggi perde un uomo speciale, capace di farsi voler bene da tutti e di lasciare un ricordo che resterà per sempre.

Ciao Peppino.

Emanuele Ricci e il legame senza tempo con il Trofeo Matteotti

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Il legame tra il territorio abruzzese, la sua storia sportiva e le sue eccellenze imprenditoriali continua a rinnovarsi nel segno della passione e della memoria. In questo contesto si inserisce ancora una volta la figura di Emanuele Ricci, da sempre vicino al mondo del ciclismo e, in particolare, al Trofeo Matteotti.

Un rapporto solido, autentico, che si rinnova anche oggi, confermando Emanuele Ricci come uno degli amici più sinceri e rappresentativi della storica corsa pescarese, punto di riferimento e vera “casa” del Trofeo Matteotti.

Questa vicinanza trova espressione concreta anche in una realtà unica nel suo genere: il museo dell’automobile e del ciclismo nato dall’iniziativa di Renato Ricci. Uno spazio che custodisce non solo vetture d’epoca italiane – Alfa Romeo e Fiat degli anni ’40 e ’50 – ma anche preziosi cimeli legati alla storia del ciclismo e alla tradizione del Trofeo.

Tra i pezzi più significativi spiccano autentiche testimonianze dei grandi campioni che hanno scritto pagine indelebili della corsa, come la Bianchi del 1946 con cerchi in legno appartenuta a Fausto Coppi e la maglia del “Leone del Mugello”, Gastone Nencini.

Il museo rappresenta così non solo un luogo di ricordi, ma anche un presidio culturale e sportivo, capace di raccontare la storia del Trofeo Matteotti attraverso oggetti e passioni condivise.

Ancora una volta, dunque, il nome di Emanuele Ricci si conferma profondamente legato al Trofeo Matteotti: un’amicizia che va oltre il tempo, che affonda le proprie radici nella tradizione e che continua a sostenere e valorizzare una delle competizioni ciclistiche più prestigiose del panorama nazionale.

EFFETTO ROSA il Giro d’Italia racconta l’Abruzzo

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Il ciclismo come strumento per leggere la storia di un territorio, comprenderne le trasformazioni e rafforzarne l’identità collettiva. È questo il filo conduttore di Effetto Rosa. Oltre un secolo di ciclismo a Chieti e sul Block Haus, il volume firmato da Giuseppe Rendine e Maurizio Formichetti, presentato nell’ambito di un incontro promosso dal Panathlon Club Chieti.

L’opera non si limita a ripercorrere le tappe del Giro d’Italia che hanno attraversato l’Abruzzo, ma propone una lettura più ampia: la “Corsa Rosa” diventa lente attraverso cui osservare oltre un secolo di evoluzione sociale, urbana e culturale, con particolare attenzione alla città di Chieti e al territorio del Block Haus, teatro di frazioni entrate nella leggenda del grande ciclismo.

Attraverso un accurato lavoro di ricerca – tra documenti d’archivio, testimonianze giornalistiche e materiali iconografici – il libro intreccia le imprese dei campioni con le vicende della comunità locale, restituendo centralità a storie, volti e luoghi che hanno contribuito a costruire la memoria sportiva abruzzese. Dalle prime edizioni del Giro alle epiche scalate sul Block Haus, il racconto valorizza un patrimonio spesso affidato alla tradizione orale, riconoscendo allo sport un ruolo decisivo nel rafforzare il senso di appartenenza e nel creare momenti di condivisione capaci di attraversare generazioni e stagioni storiche, dal dopoguerra agli anni più complessi della vita nazionale.

Alla presentazione ha preso parte anche il Presidente del Trofeo Matteotti, Stefano Giuliani, la cui presenza ha sottolineato il legame profondo tra le grandi corse a tappe e le competizioni storiche del territorio. Nel suo intervento è stato evidenziato come il Trofeo Matteotti rappresenti, da oltre settant’anni, un punto di riferimento per il ciclismo abruzzese e nazionale, simbolo di continuità organizzativa, passione sportiva e riconoscibilità identitaria.

Il dialogo tra la storia del Giro d’Italia in Abruzzo e quella del Trofeo Matteotti dimostra come le grandi competizioni ciclistiche non siano soltanto eventi sportivi, ma veri e propri marcatori culturali: occasioni in cui una comunità si racconta, si riconosce e si proietta nel futuro.

In questo senso, iniziative editoriali come “Effetto Rosa” contribuiscono a consolidare una narrazione consapevole del territorio, nella quale il ciclismo diventa chiave di lettura privilegiata della storia, dell’evoluzione urbana e dell’identità collettiva abruzzese.

Vito Taccone e l’orgoglio abruzzese: il trionfo del 1966

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La storia del Trofeo Matteotti è intrecciata a doppio filo con quella dell’Abruzzo e dei suoi campioni. Tra le pagine più significative della corsa pescarese spicca senza dubbio l’edizione del 24 luglio 1966, quando a imporsi fu un figlio di questa terra: Vito Taccone.

Soprannominato il “Camoscio d’Abruzzo”, Taccone incarnava lo spirito combattivo e generoso del ciclismo degli anni Sessanta. Scalatore tenace, corridore istintivo e spettacolare, capace di accendere la corsa con attacchi improvvisi, seppe conquistare il pubblico grazie a uno stile battagliero e a un carattere forte, mai banale.

L’edizione numero 21

La 21ª edizione del Trofeo Matteotti si disputò su un percorso esigente, selettivo, come da tradizione della gara pescarese. Quel giorno Taccone firmò un successo di prestigio, precedendo due nomi di assoluto valore del panorama ciclistico italiano: Felice Gimondi, campione già affermato a livello internazionale, e il trevigiano Adriano Durante.

Fu una vittoria carica di significato: non solo per il valore degli avversari battuti, ma anche perché rappresentò l’ultimo grande acuto della carriera del campione abruzzese. Un trionfo ottenuto sulle strade di casa, davanti al suo pubblico, che ancora oggi resta impresso nella memoria collettiva della città di Pescara e dell’intera regione.

Gli abruzzesi nell’albo d’oro

Ad oggi, sono tre i corridori abruzzesi capaci di iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Trofeo Matteotti:

  • Vito Taccone
  • Danilo Di Luca
  • Ruggero Marzoli

Tre storie diverse, unite dall’orgoglio di aver conquistato la corsa simbolo del ciclismo abruzzese.

Un’eredità che vive nel tempo

Ricordare la vittoria di Vito Taccone nel 1966 significa rendere omaggio non solo a un grande atleta, ma anche a un’epoca del ciclismo fatta di coraggio, fatica e passione autentica. Il “Camoscio d’Abruzzo” rimane una figura iconica per il territorio e per il Trofeo Matteotti, esempio di attaccamento alla propria terra e di spirito agonistico.

A distanza di anni, quel successo continua a rappresentare una delle pagine più emozionanti della storia della nostra corsa.